QUADERNO SUL LAVORO 6 MIN DI LETTURA

Perché ho deciso di studiare informatica mentre lavoravo già

Avevo già un lavoro, clienti e un percorso nel marketing digitale. Poi ho aperto l'iscrizione a Computer Science a Padova. Quello che mi ha convinto — e quello che mi aspetto di uscirne.

Francesco Sguotti

FRANCESCO SGUOTTI

12 novembre 2025

Francesco Sguotti durante il viaggio studio a Cambridge per la certificazione B2
Cambridge, maggio 2024 — certificazione B2 University of Cambridge

Nel settembre del 2025 mi sono iscritto a Informatica all'Università di Padova. In quel momento avevo già un ITS con 96/100, una certificazione Cambridge, clienti attivi, campagne in corso e un anno di esperienza come Shopify developer alle spalle. Nessuno dei miei conoscenti ha capito bene la scelta. Provo a spiegarlo.

Il gap che sentivo

Facendo marketing digitale e sviluppo web, arrivi a un punto in cui la mancanza di fondamenta tecniche diventa un limite concreto. Non nell'operatività quotidiana — per quello bastano gli strumenti — ma nella comprensione profonda di come funzionano le cose.

Quando integri una Conversion API, stai lavorando con richieste HTTP, autenticazione e parsing di dati. Capire cosa succede davvero sotto — protocolli, strutture dati, gestione degli errori — mi permetteva di risolvere i problemi più in fretta e di non dipendere dalla documentazione per ogni cosa non standard. Ma sentivo che la mia comprensione aveva dei buchi sistematici. Algoritmi, strutture dati, architetture software: cose che sapevo usare ma non avrei saputo costruire da zero.

Usare uno strumento e capire come è fatto sono due livelli diversi. Il secondo ti rende molto più libero del primo.

Perché Computer Science e non un corso online

I corsi online sono ottimi per imparare a usare uno strumento specifico. Un corso su Python, un corso su React, un corso su SQL. Ma quello che mancava nel mio profilo non erano tecnologie specifiche: erano i fondamentali che stanno sotto a tutte le tecnologie.

Gli algoritmi non cambiano. Le strutture dati non cambiano. Il modo in cui si ragiona su un problema computazionale non cambia. Una laurea in informatica obbliga a lavorare su queste cose in modo sistematico, con esami che fanno da benchmark oggettivo su quanto hai capito davvero.

Il profilo che voglio costruire

Il termine MarTech — marketing technology — descrive l'incrocio tra marketing e tecnologia. È un'area in crescita costante, e le persone che la presidiano bene sono ancora poche. La maggior parte dei marketer capisce le piattaforme ma non l'architettura che le fa funzionare. La maggior parte degli sviluppatori capisce il codice ma non il ragionamento di marketing che dovrebbe guidarlo.

Il profilo che voglio costruire è quello di qualcuno che siede nel mezzo e non perde niente nella traduzione. Qualcuno che può parlare con il dev team e con il marketing team usando lo stesso linguaggio — e capire entrambi nel profondo.

Il primo anno: com'è andata

Non facile. Studiare Java, algoritmi e matematica discreta mentre gestisci clienti richiede un'organizzazione del tempo quasi chirurgica. Ho usato le stesse tecniche di ottimizzazione che applico al lavoro — blocchi di tempo dedicati, assenza di multitasking, revisione sistematica invece di studio intensivo la sera prima.

La cosa che mi ha sorpreso di più è quanto il modo di pensare dell'informatica stia cambiando il modo in cui affronto i problemi di marketing. Scomporre un problema in sottoproblemi, identificare i casi limite, ragionare sulla complessità di una soluzione prima di implementarla: sono abitudini mentali che portano risultati concreti anche fuori dal codice.

Nessun rimpianto.

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Francesco Sguotti

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Francesco Sguotti

Performance marketer e web developer a Monselice. Lavoro su campagne Meta e Google Ads, sviluppo siti e software, studio Computer Science a Padova. Scrivo di quello che faccio, imparo e penso.