La parola «hacker» se l'è presa il cinema: cappucci, schermi neri, codice verde che scorre. Non è di questo che voglio parlare. Nel senso originale, hacker è chi smonta qualcosa per capire come funziona, trova usi non previsti per le cose e risolve i problemi in modo non convenzionale perché conosce il sistema abbastanza bene da vederne i confini.
Mi appassiona fin da ragazzino, e col tempo ho capito che non è una competenza tecnica. È un modo di ragionare, e me lo porto dietro ovunque.
Da dove viene
Sono cresciuto con un computer e con l'interesse per la sicurezza informatica. Non per fare danni: mi affascinava capire come i sistemi funzionano davvero, oltre a come dice la documentazione. Le due cose spesso non coincidono, e nello spazio tra le due ci sono i comportamenti inattesi, le vulnerabilità e le ottimizzazioni che nessuno ha ancora visto. Anni dopo quell'interesse è diventato anche un argomento che insegno, nei corsi di cybersecurity per insegnanti.
Applicato al marketing
Quando un funnel non converte come dovrebbe, non parto dall'elenco delle buone pratiche. Parto da una domanda: dove il sistema si comporta diversamente da come è stato progettato? Dove si perdono le persone che avrebbero dovuto arrivare in fondo?
Per rispondere bisogna smontare le medie. I dati aggregati possono sembrare ragionevoli e nascondere tutto: il pubblico piccolo che rende moltissimo, il testo che funziona su telefono e non su computer, la pagina che converte bene chi arriva da una newsletter e male chi arriva da un annuncio.
I dati aggregati dicono come va in media. Quelli scomposti dicono dove sono le opportunità. Un hacker cerca sempre nel secondo posto.
Applicato alle giornate
Ottimizzo quasi tutto, e ormai lo faccio in automatico: quando vedo un processo che si ripete, mi chiedo se esiste un modo più rapido di farlo. Vale per come organizzo la giornata (blocchi di tempo, una cosa per volta), per come studio, per come gestisco le richieste dei clienti. Vale perfino per il sonno: ho progettato e stampato in 3D maschere e lampade per dormire meglio.
Dove non funziona
C'è un posto in cui questo metodo va lasciato fuori: le relazioni. Le persone non sono sistemi da ottimizzare. Lì contano l'ascolto e la presenza, non l'efficienza, e l'occhio da analista va tenuto a riposo. Per tutto il resto il metodo resta lo stesso: smonta, capisci, rimonta meglio.