Ho letto Il Signore degli Anelli a tredici anni e non l'ho più dimenticato. Mi aveva colpito la storia, certo, e l'immaginazione che ci stava dietro. Ma soprattutto mi aveva colpito la vastità: la sensazione che quel mondo continuasse oltre il bordo delle pagine.
Solo più tardi ho capito da dove venisse quella sensazione. Tolkien non aveva semplicemente scritto un romanzo. Aveva costruito un mondo intero, e poi ci aveva messo dentro una storia.
Una storia o un mondo
Tolkien era un filologo, insegnava a Oxford, e partì dalle lingue: le lingue elfiche, come il Quenya e il Sindarin, non erano un ornamento del racconto ma il suo punto di partenza. Una lingua presuppone un popolo, un popolo una storia, una storia una geografia. Da lì vennero le mappe, le genealogie, i millenni di eventi che precedono il libro.
È per questo che la Terra di Mezzo sembra esistere davvero: è stata progettata con la cura con cui si progetta un sistema. In superficie funziona come un racconto epico. Sotto c'è una struttura enorme, per chi ha voglia di scavare.
Costruire un mondo e poi metterci dentro una storia, invece di inventare il mondo man mano che la storia ne ha bisogno. È la stessa differenza che c'è tra un prodotto con fondamenta solide e uno che cresce a toppe.
Cosa c'entra con il mio lavoro
Una campagna seria non comincia dagli annunci: comincia dal cliente, dal modo in cui decide, dalle obiezioni che ha. Gli annunci sono la superficie di un sistema che deve reggere sotto. Un sito non comincia dalla grafica: comincia dall'architettura delle informazioni, dal percorso di chi lo usa, dalla velocità. La grafica viene dopo.
E sì, se questo sito è fatto come una mappa, con curve di livello, quote e una legenda, un po' è colpa di quel libro letto a tredici anni.
Le persone piccole e il compito grande
C'è un'altra cosa che mi è rimasta. In un mondo di elfi immortali, maghi e re, il compito più importante tocca agli hobbit: i più piccoli, i meno adatti sulla carta. Frodo e Sam non hanno qualifiche speciali. Hanno la determinazione di arrivare in fondo e la lealtà reciproca, e portano a termine un compito più grande di loro per salvare gli altri.
Non ne faccio un'epica personale. Ma è un'idea che mi somiglia: le cose importanti si fanno per qualcun altro, e si fanno andando avanti anche quando sarebbe più comodo fermarsi.